Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Mat Mania – The Prowrestling Network (e altre avventure)

Stupore. Questo è il primo termine che mi viene in mente quando penso a Exciting Hour (nome col quale feci la conoscenza del cabinato ai tempi, era la versione destinata al Giappone e credo non importabile dalle nostre parti, ma… Continue Reading →

Get Star

Get Star/Guardian è un arcade a scorrimento tendente al picchiaduro molto diretto e senza fronzoli, fatico perfino a trovarne un video in giro, quindi è probabile che paghi il suo essere orgogliosamente grezzo e di modeste pretese. La sua nascita… Continue Reading →

Argus

Il nome probabilmente non dirà granché a molta gente, ma all’epoca Argus godette di una certa popolarità, immagino soprattutto in Giappone e nel bar che frequentavo più assiduamente, col proprietario bello robusto, contadinotto nell’animo, già ubriaco alle nove del mattino… Continue Reading →

King of Boxer

King of Boxer/Ring King/Family Boxing (qualche altro nome no?) me lo ricorderò finché campo principalmente perché era uno dei pochissimi coin-op nei quali fossi riuscito con le mie sole forze a individuare un bug, uno schema infallibile per andare avanti… Continue Reading →

Il giustiziere tamarro Konami vs l’Alleanza dei pelatoni

Konami

Nel chiacchierato e centralissimo bar del mio grasso grosso paesello meridionale riuscire a mettere le mani su Dai Ressya Goutou (Iron Horse, per gli amici) era un’impresa. Orde di cassaintegrati cinquantenni barbutissimi, falsi invalidi dalle panze prominenti e dalla vista aguzza, fancazzisti da esportazione, sedicenti giocatori di biliardo, evasori fiscali e casi umani di ogni genere presidiavano in pianta stabile il cassone, inondandolo disperatamente con cicche di sigarette e piogge di gettoni d’oro da

Generatore di illusioni

Dig dug

Il sole spalmato sulla spiaggia, il lido con i bigliardini.
Un bambino incontra un coin-op, accecante.
Il buffo, spigoloso omino azzurrognolo.
S’immerge in un variopinto universo di marzapane, armato di una pompetta poco credibile.

Il Wii Unfit degli anni 80?

Blogger di successo in culla

Kid no Hore Hore Daisakusen (© 1987 Nichibutsu), tenero, brioso e iperultrapacioccoso coin-op — conosciuto dalle massaie di tutto il globo col ben più evocativo nome di “Omino che gira per lo schermo raccogliendo forzieri con il tesoro e alla fine appare una porta che lo conduce in un nuovo labirinto” — è, tuttosommato, una sorta di versione deluxe e un po’ cicciona di Lode Runner, con vista dall’alto. Bisogna difatti scavare buche, tante, tantissime buche, sperando che qualche agente segreto un po’ sovrappeso

Mikie aka Shinnyuushain Tooru-kun aka High School Graffiti (aka Post-Gelmini’s apocalypse school…)

Mikie

Una mattina mi alzo, mi gratto anarchicamente il pacco, poi faccio colazione. Faccio colazione con Nesquik. È estate, non succede mai nulla, non ho mai un cazzo da fare. Qualcuno mi cerca, qualcun altro urla per ingannare il forno, o forse era il tempo. Evado. Vado al baretto, ma la cicciona malefica mi respinge con troppi arti, senza dimenticare l’alito stantio. Vado in sala giochi allora. C’è un nuovo capannello, c’è un gioco nuovo tutto matto. Un insegnante si contorce per terra, vecchio dentro… ma che si deve fare? Pazzesco

Lo spazio siderale mi attendeva (a spranghe magari non proprio conserte…)

bosconian namco

Nella saletta sotterranea, lo spazio siderale mi attendeva. Mi appariva un recinto nero da celebrare, come un evento particolare. Un rettangolo protetto, un rifugio esteso nel quale girovagare, con i suoi contorni indubitabili difesi con grande fisicità. I puntoni colorati sullo sfondo rappresentavano in qualche modo le stelle? Pensavo seriamente che sarebbe stato possibile allungarsi, a un certo punto (avanzatissimo, naturalmente). Raggiungerle e poi chissà. Mondi tridimensionali descritti con assoluta precisione. O forse

Out Run 1+2 rearranged

Outrun

1986
La gente si accalca nell’antro, schiamazza intorno.
Mi avvicino al capannello, mi affaccio pericolosamente.
Vedo la creatura.
Pochi secondi di saliscendi, appassionanti accappottamenti autostradali.
Scorgo tra ascelle malfamate paesaggi inimmaginabili anche solo il giorno prima.
Si alternano rapidamente

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