Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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fumetti

Mixtape

Le relazioni tra fumetti indie e musica indie diventano sempre più incestuose e purtroppo producono cose come questo Mixtape di Brad Abraham, Jok e Marco Gervasio, da non confondersi con probabili creature omonime (Jim Mahfood, Image Comics). Il protagonista (in flashback)… Continua a leggere →

Nick Raider

Lo collezionavo dal numero uno, poi un giorno vendetti tutto in blocco insieme ad altra roba a un tizio con la romanità stampata in fronte che giunto a casa mi fece tutta una scena che manco Giorgio Mastrota per avere… Continua a leggere →

L’Emblema di Roto

Io proprio non so come si faccia a dire bene di fumetti come questo L’Emblema di Roto, sostanzialmente un anonimo clone di Dragon Ball (per quel che ne posso capire) che più stereotipato di così si muore. Per tutto il… Continua a leggere →

Il pene è di destra, la figa è di sinistra

Ricordo tempi antichi, dei quali ormai s’è persa memoria, in cui bambini depleistescionizzati andavano a giocare in strada senza paura di sbucciarsi le ginocchia venendo inseguiti dai preti pedofili, i cellulari non esistevano, l’internetz nemmeno e la gente era costretta addirittura ad avere amici veri. L’euro non aveva ancora condotto il Paese alla deriva e tutti si scambiavano gettoni telefonici, fiduciosamente. Tempi oramai lontanissimi, in cui Jovanotti riusciva perfino a sfornare un

Il coniglio Miyamoto Usagi compie i suoi primi, e probabilmente ultimi, 25 anni nell’indifferenza generale

Usagi Yojimbo

Usagi è l’antropomorfizzato e serissimo coniglio ronin disegnato nel 1984 dall’appuntita matita di Stan Sakai, ispirandosi alla figura di Musashi Miyamoto, vera e propria affettatrice vivente nella prima metà del XVII secolo. Yojimbo (”guardia del corpo“) è il titolo originale del potëmkinoso film di Kurosawa La sfida del samurai. Ronin invece pare voglia dire qualcosa tipo “uomo onda“, appellativo che nell’antico Giappone veniva conferito ai samurai orfani del loro padrone e privi di fissa dimora, spesso errabondi

Audiolibri che passion

Bettina

Confesso che passeggiare su internet mi sta facendo leggere di meno, ma mi costringe anche ad ascoltare più audiolibri. L’esperienza dell’audiolibro è catartica, avvolgente, non potete capire. Oggi tuoni fulmini saette la febbra a 59 a babordo, ma che goduria essere coccolato dal carismatico attore di turno dal timbro morbido, dalla voce fermissima, vellutatissima etciù piena di saggezza. Sul disco durex in questo momento mi sono rimasti solo il De bello civili letto da Elio e le storie tese con le sue

Caro blogghe…

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