Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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I Mother Earth – Dig

Nessuna persona normale naturalmente oggi si ricorda degli I Mother Earth, ma negli anni Novanta hanno ricevuto dischi d’oro e di platino a badilate in Canada, da dove provengono (ma nessuno si cura di quello che succede da quelle parti,… Continue Reading →

King’s X – Faith Hope Love

Tutti i critici e gli intenditori sostengono che i King’s X avrebbero meritato molto di più in carriera, ma guardiamo in faccia la realtà, se proponi un balzano mix tra Neri per caso (basta co’ ‘sti Beatles), hard rock/metal, prog,… Continue Reading →

Il secondo album è sempre il più difficile

Digable Planets

È questa la poco originale storia dei Digable Planets, talentuosa formazione anni 90 maestra nel fondere (acid) jazz e hip hop probabilmente in uno dei più fluidi, organici e naturali dei modi possibili, facendo fruttare la lezione di istituzioni dell'”underground rap” quali A Tribe Called Quest, Gang Starr e The Roots. L’album di esordio Reachin’ (A New Refutation of Time and Space), nel quale saccheggiavano a mani basse Art Blakey, Herbie Hancock, Kool & the Gang e tanta altra stupenda gente, fu lanciato in

Veryveryveryveryvery obscure pieces

Funky hair

Ok, è appurato: agli italiani la musica funk(y) proprio non va giù. Un’esterofilia stereotipata a senso unico, genuflessa solo in direzione di certe mode e modelli (santoni del classic rock, fattoni del circuito alternative, puttane del pop mainstream più platinato, profeti new wave nemici della fame nel mondo ma amicissimi del proprio, non esattamente terzomondista, conto in banca). E, sul fronte interno, troppi cantautori comunisti (ndSilvio) seriosi e dalle pretese intellettualoideggianti, più attenti ai

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