Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Casa Saddam

Saddam

Della seconda guerra del Golfo si è parlato fino alla nausea, le armi di distruzione di massa che non c’erano però in compenso abbiamo trovato i cessi d’oro quindi la guerra andava fatta lo stesso, la vergogna di Abu Ghraib, quella del povero Colin Powell costretto a inquietanti figure da cioccolataio dinanzi a prestigiosi consessi internazionali, le bandierine della pace esposte a ingiallire sui balconi accanto a quelle dell’Italia, sulle schede elettorali al posto di falce e martello, ma poi

Socialdemocrazia spaghettara (ovvero la morbidosa via di mezzo) is de uei?

spaghetti brain

Bisogna come al solito ammettere che la destra è molto meglio attrezzata della sinistra quando si tratta di darsi un’immagine. L’ICI spettacolarizzata, tagliata, parrucchierizzata con tanto di shampoo e messa in piega; l’immondizia teletrasportata da Napule nell’apposito buco nero parallelo dei conti pubblici (cogliendo così perfino l’occasione di trasformare in qualcosa di utile i disastri altrui ricevuti in eredità); l’esercito a giocare a rubamazzetto nelle strade cogli ormai desueti manganellatori di quartiere; Brunetta che strappa

Among the living

Dichiarare dove uno è stato l’XI settembre, chiederlo ossessivamente, compulsivamente. I giornali lo vogliono risapere, e poi sapere ancora, e ancora oggi fior d’inchieste, televoto siti internet megasondaggi. Gli opinionisti in TV su piedistalli altissimi sedicenti, interrogano, cosa non stava facendo uno, perché lo stava non facendo e con chi. Intellettuali. Ma soprattutto, su chi. Sembrava quasi che ci fosse bisogno di un alibi, di prendere le distanze una buona volta dalle dichiarazioni inopportune del

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