Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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giappone

Rash!!

Il problema di Hojo in Rash!! è simile a quello che affligge le rock band dopo i primi due o tre (vabbè, famo quattro o cinque, per stare larghi) dischi. Ma direi che è quello universale dell’uomo. Siamo limitati, ci… Continue Reading →

Nana (anime)

Il mondo dei manga è semplice, un autore (o un’autrice) comincia una storia, abilità nel disegno pari a quella di un bambino dell’asilo cieco, senza mani, senza talento, la storia ha un successo strepitoso, i fan scalpitano sotto casa perché… Continue Reading →

Tactics Ogre: The Knight of Lodis

Tactics Ogre è uno di quegli strategici (strategici è una parola grossa, tattici famo, va’) RPG (anche RPG è una parola grossa, vabbè, dai, le componenti in fondo più o meno ci sono) che hanno la peculiarità di spegnere irrimediabilmente… Continue Reading →

Ma Monti

Ogni volta che vedo dei giapponesi fare qualcosa di vagamente normale – anche, chessò, bere una birra, scaccolarsi al semaforo o trattenersi dall’infilare gli organi genitali nelle prese della corrente, e poi dal farci sopra uno show TV – resto sbigottito. Ok. Report mi ha convinto. Torniamo al baratto. Cerco televisore al plasma Panasonic 65″ Full HD, offro in cambio 5.873 mele. Ma Monti, tasse a parte, non ha qualche hobby vagamente interessante che possa essere fonte di

Fuco's

Fuco Ueda

Ragazzine inspiegabili fatte con lo stampino. Indaffarate in attività apparentemente illogiche. Comunque prive di qualsiasi surreale utilità. O alle prese con pietanze che nemmeno Bear Grylls oserebbe assaggiare (anzi, sarebbe lui con tutta probabilità a venire fagocitato in eurovisione). Fanciulle in gabbia, sfinite, costrette. Umiliate, ferite gravemente, morte di noia. Si agitano in ambienti malsani, in ogni caso lontanissimi dall’igiene abbacinante dei nostri spot. Donnine minime, senza ali, sicure di sé ma

Demenziale, delirante, giapponese: Gekibo/Gekisha Boy

Photo Boy

David Goldman è il nome del bamboccione col sorriso idiota stampato sulla faccia (invariabilmente allargato per mostrare bene tutti e cinquantadue i dentini a disposizione) chiamato ad attraversare orizzontalmente città, mari e monti per superare gli ardui test imposti dall’LA Photography School. L’anziano e scorbutico selezionatore tenuto a valutare i suoi sforzi appare solo durante le brevi e drammatiche fasi d’intermezzo, emanando severità. Gekisha Boy, conosciuto come Photo Boy

Yosuke

Ueno è un giovane imbianchino giapponese alla moda dotato d’inesauribile immaginazione, di una certa tecnica, nonché di un alito refrigerante (senza dimenticare il conto in banca, che si espande sempre più). Qualcuno, posto di fronte alle sue spiazzanti opere, ha sentito l’esigenza (non si sa bene perché) di ululare senza mezzi termini al “jap-pop”. In ogni caso, lo Yosuke ripropone e attualizza elementi della tradizione nipponica a tratti quasi mcdonaldizzati (ma non troppo), resi in un’originale e giocosa

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