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The Big F – Is

L’alba risorge per i fessi, figuriamoci per i The Big F, pontificava Fuzz Fuzz Pascoletti, chissà se è ancora vivo e come si procaccia da vivere, dalle pagine di qualche rivista metal – tipo Psycho!, ma mi sa che era troppo presto… Continua a leggere →

Post obbligatorio sui vent’anni di Nevermind

Nirvana

Verso la fine del 1991 l’album più celebre dei Nirvana decise di invadere i negozi di dischi (lo ascoltai commosso circa un anno dopo). Da allora, è inutile negarlo, non è uscito più nulla che abbia avuto un impatto altrettanto significativo sulla società, sui costumi della gente e sugli andamenti della musica satanica in generale. Ok, a distanza di pochi mesi sono stati sfornati anche Out of time, Achtung baby, Ten, il Black album, Blood sugar sex magik, Use your illusion e chissà quanti

Il rock è sepolto, e anche il grunge non si sente tanto bene

Kerbdog

Ho sempre reputato inumano che le rockstar siano obbligate per contratto a morire tra aspri duoli o ad abbandonare trentenni (manco fossero campioni di atletica leggera con la data di scadenza ben impressa sul lato b) il mondo tutto frizzi e cazzi degli Mtv awards per chiedere asilo politico da latitanti a qualche oscuro circolo bocciofilo. A travestirsi con barbe finte da montanaro, tipo l’ultimo Sting, e dire addio alle virili chitarre e agli effetti del mestiere per dedicarsi esclusivamente alla loro nuova, fiammante passione: suonare il

Mollati, evacuati, rottamati

Mind Funk

I Mindfunk (in origine Mindfuck, ma quei binettini della Sony/Epic li costrinsero a cambiare nome, terrorizzati dal possibile, devastante impatto della parolaccia sulla psiche delle massaie indifese) sono uno dei gruppazzi più sottovalutati espulsi dai primi anni 90. Costoro hanno assorbito nel corso delle varie formazioni che si sono susseguite (una diversa a ogni disco) gente che per un attimo è stata chiamata a far brillare i cessi di band rinomate quali M.O.D, Celtic Frost, Ministry, Soundgarden. E

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