Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Casa Saddam

Saddam

Della seconda guerra del Golfo si è parlato fino alla nausea, le armi di distruzione di massa che non c’erano però in compenso abbiamo trovato i cessi d’oro quindi la guerra andava fatta lo stesso, la vergogna di Abu Ghraib, quella del povero Colin Powell costretto a inquietanti figure da cioccolataio dinanzi a prestigiosi consessi internazionali, le bandierine della pace esposte a ingiallire sui balconi accanto a quelle dell’Italia, sulle schede elettorali al posto di falce e martello, ma poi

Sulla guerra, in Afghanistan e non

Afghanistan guerra

Qualche giorno fa un milite non particolarmente ignoto indossante la casacca azzurra (Alessandro Di Lisio) ci ha lasciato le penne in Afghanistan, ricordandoci che da quelle parti c’è un conflitto al quale prendiamo parte. E che la gente tuttosommato nel corso di questi eventi di solito, tra le altre cose, muore. Pur preferendo astrattamente che il soldato non fosse deceduto, trovo ridondanti le pompose celebrazioni di Stato per queste vittime che di un conflitto dovrebbero essere il pane quotidiano o

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