Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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horror

Zio Tibia – La clinica dell’orrore

Come già probabilmente detto in qualche altra occasione, da adolescente mi procuravo badilate di fumetti un po’ a casaccio, per testare le potenzialità di questo seminuovo (per me) mezzo espressivo di comunicazione che pareva suscitare tanto morboso e apparentemente inspiegabile… Continue Reading →

The Walking Dead (terza, quarta e quinta stagione)

The Walking Dead sembra una serie condannata alla continua e affannosa ricerca del cambiamento, per contrastare la sua natura altrimenti statica di invariabile carneficina e di troppo smaccata metaforona (gli zombie siamo noi, ecc.). I personaggi vengono maciullati e sacrificati… Continue Reading →

The Walking Dead (prima e seconda stagione)

“Sono alla nona puntata di The Walking Dead e già mi stanno tutti sul cazzo, per la settima stagione (se ci arrivo, ne dubito) prevedo starò lì con sciarpa, striscioni e trombetta stile Curva Sud a fare il tifo sfegatato… Continue Reading →

Christine

Uno dei miei tanti difetti è che non ho fatto per tempo un po’ di cose che andavano decisamente realizzate da adolescente, tipo appunto vedere Christine – La macchina infernale, film recuperato molto fuori tempo massimo in epoca recente per… Continue Reading →

Dylan Dog: Dead of Night

Dylan Dog: Dead of Night non è il film più brutto che abbia mai visto soltanto perché sulla Simet (l’autobus che fa Terronia calabrese settentrionale-Stazione Tibburtina e viceversa in sei comode ore, sei ore e mezzo se l’uscita di Battipaglia… Continue Reading →

Alone in the dark Uan (niù version)

Alone in the dark

lunga nera lucida
vettura sul sentiero
oltrepasso cancelli
una mano apre, rivela
suggerisce mondi arrugginiti

attraverso stanze poco frequentate a bordo di un vecchio cavallo a dondolo

Intermezzo di mezzanotte repaired version

horror

Gianluigi veniva a casa mia solitamente per banchettare sopra i resti del mio C64. Anelava a un solo genere di intrattenimento. Amava il calcio, stimava i suoi rappresentanti più nerboruti, che si susseguivano simulati in vario modo sul mio teleschermo (una tivvù Grundig dalle caratteristiche, per l’epoca, sbalorditive). Un giorno scoprì Dragonskulle — uno dei classici più evocativi e più stroncati della Ultimate — però trascurando accuratamente il gioco. Lo caricava al solo scopo di gustare la sequenza finale, quando

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