Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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metal

I Mother Earth – Dig

Nessuna persona normale naturalmente oggi si ricorda degli I Mother Earth, ma negli anni Novanta hanno ricevuto dischi d’oro e di platino a badilate in Canada, da dove provengono (ma nessuno si cura di quello che succede da quelle parti,… Continue Reading →

Depressive Age – Symbols for the Blue Times

L’opera di ripescaggio quotidiana vede protagonista questa valida e strana band tedesca ovviamente quasi ignorata dal web (il disco è del ’94, quando ancora l’informazione musicale era retta dalle riviste cartacee, che quasi di certo lo premiarono, altrimenti è difficile… Continue Reading →

Mind Odyssey più disquisizione sulla pesantezza del metallo

Nella mia vita sono sempre stato diffidente nei confronti di due tipi di persone. Quelle che non ascoltano il metal e lo dileggiano spesso apertamente con aria di superiorità morale come genere inferiore (di solito ascoltano tristissimi cantautori americani recensiti… Continue Reading →

Lo ricorderò per sempre con il casso in mano sulla copertina di Playgirl (cit. TKAlex)

Peter Steele

Sette dischi, quarantotto anni, cinquantanove tentativi di suicidio. Fisico bestiale, espressione perennemente accigliata, voce e posture sensuali tipo macellaio da competizione beccato ai test antidoping. Un glorioso passato da operatore ecologico che gli ha fruttato un legame indissolubile con il verde fosforescente. Quei testi un po’ così, sempre in bilico tra il qualunquismo, lo stronzismo e lo scazzo cosmico più pessimisteggiante. Una morte oscurata da quella contemporanea dell’altro raffinato umorista con

Metallari, brava ggente

Padre Metallo

Nonostante i miei attuali e umorali gusti propendano recisamente per il funky jazz, il folk ellenico e la musica worldiscoindiemomazurka souloungefreelectropop wavepunkinglese, “quand’ero più giuovine” ho avuto i bei miei precedenti penali da metallaro, che non rinnegherei nemmeno se minacciassero di spararmi nelle trombe di Eustachio a palla tutta la discografia di Bbburzum per l’eternità. Sguardo truce, chioma fluente (che avevo già da prima ma babbè), maglietta da metallaro (una, avuta in regalo). E poi

Mollati, evacuati, rottamati

Mind Funk

I Mindfunk (in origine Mindfuck, ma quei binettini della Sony/Epic li costrinsero a cambiare nome, terrorizzati dal possibile, devastante impatto della parolaccia sulla psiche delle massaie indifese) sono uno dei gruppazzi più sottovalutati espulsi dai primi anni 90. Costoro hanno assorbito nel corso delle varie formazioni che si sono susseguite (una diversa a ogni disco) gente che per un attimo è stata chiamata a far brillare i cessi di band rinomate quali M.O.D, Celtic Frost, Ministry, Soundgarden. E

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