Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Sull’indipendentismo catalano

(Commento lasciato in giro, sono troppo pigro per rielaborarlo e sistemarlo meglio). Mi pare una posizione emozionale questa del “fateli votare, sennò siete orrendi”, poi mi rendo conto della potenza e della presa sulle menti dell’immagine della vecchina portata di… Continue Reading →

Ma direi che buona parte del palinsesto di Rai YoYo è un insuperabile anticoncezionale

Boschi: “Sì alle nozze gay, senza se e senza ma”. Intervistatore: “E come farete, per esempio, con NCD, che regge il governo?”. Boschi: “Non ce ne fotte un cazzo, nel gruppo FriendFeed di Facebook gli utenti dicono che non si… Continue Reading →

Ti rottamo e non lo sai

Le ficcanti reazioni di Bersani all’adunata di Renzi. “Ha idee da usato anni 80”. “Dice di essere giovane, ma è vecchio”. “Sembra un mulo che scalcia”. “Nessuno scontro, ho ragione io e basta, pappappero”. “Ma poi si può sapere che nome del cazzo è Leopolda?” Comunque il punto della lista della spesa di Renzi che mi convince di più è la reintroduzione del servizio civile obbligatorio. Mi pare giusto che alle nuove generazioni tocchino le nostre stesse, care rotture di coglioni.

I referendum portano sfiga

Agorà

Mi sollazza tutto il gran parlicchiare che si fa in giro dei referendum sulla legge elettorale, la terza scheda sì, la seconda no, la prima boh, i quesiti potevano essere più così, più colì, ma se io voglio ritirare la scheda gialla e lanciare quella marrone, ma se voglio mettere una fetta di prosciutto crudo nella scheda Y posso poi aeroplaninizzare quella per i ballottaggi, alzare il quorum, abbassare il quorum, ma come, in Iran danno la vita per poter scegliere tra uno che taglia le mani ai ladri e uno che gli taglia solo i piedi e noi

I perché di una non-scelta

Caimano Ombre cinesi

(Aka “Perché non trovo così efficace chiedere all’alligatoride che si appresta a mangiarmi di diventare vegetariano“). D’ACCORDO — Ero d’accordo con il referendum contro la caccia perché ritenevo giusto abolire la caccia. Ero d’accordo con il quesito contro il finanziamento pubblico dei partiti perché in quel momento, sinceramente rapito dall’ondata giustizialista che eccitava il Paese, ritenevo doveroso abolirlo (l’ideale sarebbe tenerlo adoperando il buonsenso, che ovviamente manca). Ero d’accordo

0 o 1

Iersera se ne ruttava amabilmente a tavola. Se ci si pensa bene, l’istituto referendario è qualcosa di grottesco, a tratti spaventoso nella sua rudimentale demagogicità, e per i rischi di derive plebiscitarie di rara ignoranza. Sinceramente, non ho mai capito a che minchio serva, a parte permettere al vacanziero neurone del Giacintodettomarco nazionale (personaggiosimpaticissimopercarità) di trastullarsi in qualche modo, per un po’. Infatti ho spesso disegnato sulle apposite schede cazzi a dir poco fenomenali.

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