Dopo le discutibili e creative epurazioni di Bigazzi e Morgan, tira brutta aria anche per la Clerici. A una bambina affetta da spina bifida è stato impedito l’ingresso in uno studio televisivo del cazzo dove sarebbe stato presente il mitico Giggi D’Alessio.

L’Espresso haClerici già fatto partire la campagna, il grande popolo delle email, dei fax (mai capita bene l’utilità di questo elettrodomestico) e dei social network è stato attivato. Bisogna, come al solito, spammare selvaggiamente la RAI e i suoi telefoni contro questo abuso illiberale.

La sentenza si è basata su un’unica prova irrefutabile: un articolo di poche righe apparso su La Repubblica (Napule ediscion). Poco importa che non sia stato apparentemente fatto alcuno sforzo per approfondire l’andamento degli eventi e assaggiare la versione made in Mammarai (il biglietto recava la scritta “Valido per due persone, fino a esaurimento dei posti”).

O che il titolo del pezzo sul blog tuoni un definitivo “Antonella chiedi scusa“, con tanto di foto (immagino che la Clerici in persona si occupi di fare selezione all’ingresso). Facendo intendere che la bimba sia stata discriminata volontariamente in quanto disabile o allontanata con motivazioni estetiche (quando la tv è zeppa di disabili usati per suscitare facile commozione e alzare l’odiens).

Poco importa che fossero disponibili solo posti a terra (non sorgono effettivi problemi di sicurezza?). O che prima di far partire lapidazioni pubbliche e televoti fosse possibile un timido: “ma non potreste attrezzarvi meglio per ricevere, in futuro, bambini in queste condizioni?” (troppo banale?).

Poco importa che la mamma non abbia richiesto la messa in piedi di tutto questo youporn. E che magari ci siano questioni un po’ più rilevanti per le quali invocare l’indignazione delle masse (anche relative a discriminazioni e problematiche che i disabili devono affrontare quotidianamente) che quella di garantire a tutti il quarto d’ora di partecipazione al mondo dello spettacolo.

Comunque, se tutto ciò potrà servire a levarci dalla balle la Clerici (ormai onnipresente che manco il Pippo Baudo degli anni d’oro), ben venga.