Bob andava a scuola.
Bob però amava marinare la scuola (e anche bruciacchiarla un po’, all’occorrenza).
Bobby limonava, non molto ma però.
Bobby ogni tanto si dopava, di un doping lieve, sì, quasi amministrativo.
Bob suonava in un complessino in un localino.
In un angolino, Bob.
Si radeva, ma raramente.
All’improvviso, in Bob qualcosa cresce.
Le canne non sono più l’obiettivo principale delle sue giornate, il jazz perde d’interesse.
Bob non ama più i fiori.
Bob non gioisce più, non esulta più alla vista dei frutti, dei colori.
Bob non fa più sesso con gli altri animali, libertariamente.
C’è qualcosa che lo turba, un male interiore che lo insegue e non gli dà tregua.
Un prurito urgente, un prurito bastardo.
Un prurito che prude.
I lavavetri. I lavavetri.

Lavavetri
esecre — We are those you do not see

I lavavetri sono un fastidio orribile, inaccettabile.
Vengono dalla Terronia Interiore e si avvicinano rumorosamente a tutti i semafori della vita.
Armati di arnesi lavanti pericolosissimi bussano insistenti alle sue finestre.
Avanzano avanzano pretese assurde.
Tutti i giorni, tutti i santissimi giorni i lavavetri sono lì, grandissimi, aggrappati al parabrezza con le loro vergognose esigenze del cazzo ineliminabili.
I lavavetri sono molesti, sono indigesti e non pagano le tasse sui loro faraonici guadagni.
I lavavetri sono esseri marroni, stuprano la grammatica e le più elementari regole civili di convivenza, violano le nostre stupende chiappe abbronzate e le nostre chiacchieratissime leggi uguali per tutti.
Solo loro osano farlo in maniera così sfacciata, manifestando un simile totale sprezzo perfino per i diritti umani più elementari, tra l’indifferenza dei vigili urbani e del Consiglio di sicurezza di Puffopoli qui riunito.
Bob prova a sterzare qua e là per rispedirne qualcuno al Paese d’origine, ma subito tra gli schizzi ne compaiono altri, più malvagi e resistenti.
È inutile tentare di lavorare, o anche solo di vivere, se poi i lavavetri si oppongono alla nostra felicità in maniera così schifosa, vigliacca e indelicata.
E lo Stato, a parte espellerli, incarcerarli.
Scarcerarli, gasarli… non fa nulla.