Bono le ha cantate Abberlusconi dopo il processo. Jovanotti ha cagato Ammerdasconi prima del concerto. Bertrucidoni ha intonato barzellette zozze strepitose durante l’esibizione dell’avvocato Mills a Villa Certosa. Tipo la sai quella degli ebrei ricchioni lebbrosi con il ritmo nel sangue che affogano in un caffè comunista, e la colpa è — ahahahahah! — di Prodi e del suo euro malfatto.

I rocker parlano troppo, e si drogano troppo poco ormai. Per questo sono in declino. È opinione diffusa. Tra la gente sulla gente. Per questo occorrerebbe un decretino, ma i politici ormai sono troppo impegnati a cantare troppo male, e a tradire le mogli a ritmi un tempo inusitati.

Persino quella testina sopraffina del Noel Gallagher l’ha fatto notare. Scheletro con tagliaerbaE se lo dice lui, buone dimissioni a tutti. Ha trollato Bono. Rendendosi per un istante, uno solo in tutta la sua fetida vita, non meritevole di essere dato in affidamento a un gigantesco tritacarne rotante e poi lapidato scagliandogli ripetutamente contro con viulenza pezzi di Apicella, o della sua stessa discografia.

Ok, alcune canzoni stonate dagli Oasis non sono male, ma per qualche motivo gli ho sempre favorito i Blur, ai quali ho preferito la salsa tonnata, latino-americana o meno. Senza pentirmene e senza dimenticare mai l’uva passa che mi dà più sinergie, ormai indispensabili per non fallire nel mio mercato di riferimento, cioè il porno amatoriale per trichechi pescasserolesi ciechi.

Bono va con le diciottenni e non si dimette da cantante, né da predicatore stracciacazzi delle fin troppe associazioni. Berlprostatoni va con le diciassettenni e, non potendosi dimettere da premier, viene dismesso quantomeno da marito. Sircana va a trans e viene crocifisso in sala mensa dalle escort di Belpietro inviperite. Berlviagroni va da Belpietro e i comunisti gli sguinzagliano contro quintali di giornalisti esteri quasi completamente sobri e di minorenni quasi completamente vestite.

Ezio Mauro ruba un tagliaerba usato a D’Avanzo e Murdoch non gli dice niente. Berlusducojoni manda il Paese a escort, non chiede rimborsi per il suo tosaerba e la stampa estera pretende che restituisca il maltolto al G8 con in aggiunta le dimissioni di Sircana, o almeno degli Oasis che sarebbe anche ora. Bono fa dieci domande a Jovanotti che non sa, non risponde oppure chiede l’aiuto da casa, ma purtroppo in quel momento è presente solo l’avvocato Mills troppo inglese e troppo indaffarato con Belpietro in tenuta SM per rispondere.

Noemi fa venti domande sgrammaticate Abberluscloni che con un sorriso da venditore di telepentole finte a 365 denti chiede l’assoluzione del pubblico, della redazione di Famiglia Cristiana, di Belpietro e Topolanek. E la ottiene, ma la stampa estera lo accusa di essere in combutta segretamente con Sircana, dopo averlo letto su Repubblica, il Corriere dei piccoli ed Eva 3000. Mentre per sfuggire un po’ ai processi l’avvocato Mills si trasforma di soppiatto in una escort, Belpietro in un giornalista e Jovanotti in un cantante.

Ezio Mauro fa trentacinque domande su Noel Gallagher a D’Avanzo per poi licenziarlo e assumere Travaglio, che cerca su Google e risponde ai suoi quesiti lanciando un video di sei ore contenente altre cinquecentoeuna domande sugli oscuri rapporti intercorsi negli anni 70 tra Vittorio Mangano, Noemi e il tagliapelipubici di Topolanek, e vince.