Dev’essere qualcosa di inestimabilmente appiccicoso e insaziabile. Un blob senza fine che si autoriproduce e si espande alle periferie più assurde e malfamate dell’universo, contagiando e inglobando ogni forma di vita, orribilmente, senza che la polizia intergalattica possa alzare un dito. Chiesa Lego
The Sugar Monster – Lego church
Oceani insanguinati di primogeniti e sensi di colpa, figliolprodighi accolti e poi evirati, vergini stuprate per essere adorate meglio, vitelli e profeti sterminati in nome del più inguardabile e pantagruelico degli intrattenimenti. Piantagioni di insignificanti ominidi ricurvi, bavosi e stridenti sul membro smisurato in continua crescita del padrone di casa. Odoranti, decapitati, sempre intenti ad aspergere pregiate sostanze balsamiche sulle sue incommensurabili gonadi, interessatamente.

La strategia divina è la musica di adorazione che rimbalza ineccepibile e noiosonica sugli angoli dei servi minuscoli, di pianeta in pianeta. Cacosinfonia invariabilmente intonata da ghiandole salivari deambulanti in cerca d’identità, create per sfilare in ameni luoghi di tormento e ungere la vanità irresponsabile di un genitore incosciente. Più che un padre, un bisnonno invasato e affamato di rispetto urlato imposto con metodi deliranti e anticostituzionali. Un Phil Anselmo volante e gigantissimo, sospeso immobile con la barba finta che caga stronzi imbalsamati radioattivi inenarrabili sulle bocche di spettatori che mangiano felici. Ens perfectissimus ontologicamente dimostrato a priori, intuizione mistica di bosoni ipotetici subito percepiti e unum argumentum, pensiero retto in tutti i sensi. Il blogger più onnipresente e nullafacente, il più linkato e commentato, costantemente rivolto verso se stesso per ragioni di suprema perfezione e sempre in vetta a tutte le classifiche taroccate di popolarità.