Cattedrale
integrity of light – National Cathedral Nave
Giovani preti vestiti di nero masticano la paroladiddio. Alti, ben rasati risputano formule morte che rimbalzano sugli affreschi, sulle vetrate. Inoffensive sugli angoli delle signore addobbate. Imbalsamate in piena estate come alberi di Natale. Vecchie mai state altro che sniffano rosari su rosari. Simulano sofferenza per antichi omicidi, rimasti impuniti, ancora una volta, fontanelle improsciugabili di piastrine divine. Colpe mai credute scolpite sulle facce come rughe dolorosissime. Reati mai caduti in prescrizione per ricattare mandanti impossibili corresponsabili, noi. E i figli dei figli dei figli degli spermatozoi, non ancora nati ma già colpevoli. Si formano file, si formano capannelli, si formano. Si formano avvoltoi intorno al figlio senza corpo, al pane senza sangue, al vino senza vino. Attorno all’autoproclamatosi semidio bipede della ragione senza ragione che riprende la parola la riperde. Straparla invasato, vuoto involucro, come afflitto, di legno. Silenziato pupazzo, stipendiato, avanza per minacciare i soliti castighi, noiosi apocalittici ottopermille. E sventure senza fine per chi non si uniforma, così, sulla fiducia. Un rumore si ode all’improvviso, un suono aberrante e schifoso di bestia del Signore. Le vecchie si accartocciano, le ostie fuggono, i papaboys s’incatenano. Le vergini si sverginano, i crocifissi abbandonano agilmente il posto fisso, i padripii piangono sperma a dirotto. Le madunine fuggono via, offesissime. Nessuno se le caga più. Un mostro avanza dalle retrovie, fatto di pane vino carne e ingranaggi. Un mostro umano, molto umano direi, pure troppo, che dentro di sé tutto racchiude. La parola e l’agnello, il falegname e l’asinello, il viceparroco il bue lo spiritosanto. Un mostro illibato, senza peccato, ingordo di comunisti e di fedeli. Ma soprattutto della paroladiddio. Un mostro verde e squamoso, mai creato, generato, della stessa sostanza ecc. Che ora siede alla destra, e poi al centro, e contemporaneamente anche alla sinistra. Del Padre. Ben condito. E se lo mangia, in mondovisione. Scambiatevi un segno di pace, nau.