Ugo affamatissimo, stanco morto dopo il lavoro, decide come al solito di entrare in un fast food appartenente a una nota catena per rifocillarsi, ben sapendo che i panini in realtà vengono preparati con la tenera ciccia di bambini del terzo mondo prelevati e ammassati in grandi quantità (probabilmente senza ascoltare il loro insignificante parere), indi tuffati dentro un orribile e gigantesco tritacarne ultrapuzzolenteBambino buono, è più economico e così si abbattono i costi di produzione, le economie di scala do you know, gliel’ha detto una volta un amico che lo sa per certo perché lui conosce uno che ha parlato con un altro che nei magazzini dove vengono stivati i ragazzini appena macellati ci lavorava e a volte sentiva le urla terrificanti salire fino al cielo, sono così intense da far tremare i polsi e vacillare la ragione, ma non importa, in quel momento ha davvero troppa fame (e quei bambini sono talmente squisiti) per curarsi di simili aspetti etici indubbiamente importanti, non pensa di non essere una persona orrenda intendiamoci ci mancherebbe, è solo convinto di trovarsi in una buona e nutrita compagnia di indifferenti o impotenti e dopotutto se nessuno fa nulla un motivo ci sarà, e di poter occuparsi con più determinazione in seguito di questo aspetto non del tutto secondario dell’esistenza provando a migliorare se stesso e gli altri non appena sarà un uomo meno stanco e irrisolto, più ricco e realizzato, soddisfatto della sua vita sentimentale e sessuale (sono quasi due anni che non scopa) e magari anche la sua squadra riuscirà a perdere il derby del cuore in modo meno ridicolo/disastroso delle ultime volte e lui di conseguenza sarà meno sfottuto dai suoi colleghi che tifano per corazzate fortissime che invece paiono vincere sempre, convincono in Europa e fuori, e con i quali peraltro non è mai riuscito a entrare pienamente in sintonia, gli piacerebbe socializzare davvero con queste personcine a modo che sembrano parlare un linguaggio diverso e viaggiare ad altre, altissime velocità, e poi si conoscono da più tempo avendo lavorato sempre gomito a gomito ed essendo perfino andate nelle stesse scuole, asili nidi inclusi, le loro famiglie vanno spesso in vacanza insieme o a cena fuori in posti sciccosi, o pascolano stuccatissime nei centri commerciali, per questo sono così rispettate e salutate nell’ambiente, però nessuno di loro adesso che ci pensa si è mai posto il problema di quei bambini trattati così sadicamente, di come debbano essere atroci, fulminee e insensate le loro misere vite senza giochi, e non crede che ciò avvenga per mancanza di informazione perché, parliamoci chiaro, tutti quelli che conosce non sono nati ieri e sanno perfettamente cosa si mangia in quei :vomit: merdosissimi posti Iddio li maledica, si tratta di fatti accettati senza discussione e sui quali a volte si ironizza tutti insieme con battute magari di cattivo gusto ma dopotutto che male c’è a farsi quattro risate liberatorie, poi però finisce lì, nessuno denuncia, nessuno circonda con la bava alla bocca le fabbriche dell’orrore incazzato come una belva assetata di giustizia, un supereroe infallibile o un angelo sterminatore, nessuno smette di consumare e di autoassolversi, e alla fine forse va bene così, non ci si fa più neanche caso, quei bambini dimenticati che di notte urlano insopportabilmente sono solo un fastidioso sogno da sopprimere, un ricordo abominevole che cerchiamo di scrostare via per poter fingere comodamente di non esistere ancora un po’.