Lascia acceso il condizionatore, sennò i gatti soffocano. Però abbassalo un po’, sennò muoiono assiderati. Ma dai, che ce le hanno a fare quelle buffe pellicciotte folte, se la caveranno. Hai preso il navigatore, il portavivande con le prugne della signora Carmela e la piantina con su stampate le indicazioni? No, ma non trovo i sandali, mica è legale andare in giro con le scarpe da ginnastica quando fuori fanno ottantotto gradi. E se mi tagliassi i piedi? È proprio indispensabile averli? Bisogna andare dritti per 7,4 km sulla Latina, poi alla rotonda la seconda uscita, strada provinciale 18/c in direzione di via della Riserva, III tronco. Ma non è meglio prendere la Carpinetana, svoltando a destra in via degli Esplosivi e poi alla rotonda la prima uscita per via Pratoni del Vivaro, direzione Rocca Priora? Via degli Esplosivi? Ma su, mica può esistere davvero una via chiamata così, siamo seri. Non arriveremo mai. E invece. Il caldo bussa, opprime, stordisce le teste. Le numerose chiese da visitare sono ovviamente tutte chiusissime (ha ragione Papa Francesco per una volta, ma ‘sti pretacci non lavorano più? Metteteci un po’ di bambini a caso per motivarli). Turisti ci siamo solo noi, a giudicare dai registri delle firme (nella pagina dietro un tale inneggiava a Federico II, bof) nel palazzo di Bonifacio VIII ne arrivano in media tre al giorno, ma tranquilli ché l’Italia può vivere solo di turismo, basta ripeterlo tutto il tempo come un mantra e sicuramente si realizzerà, e poi se non avviene è colpa del governo (qualunque esso sia), dell’Europa e di Goldman Sachs. I bagni sono entrambi temporaneamente fuori servizio. Temporaneamente. Certo. Da quel che ho capito un po’ di stanze non si possono vedere, non esageriamo a mostrare tutto, troppo sbattimento, che i turisti si facciano bastare il paio a disposizione. Papa Bonifacio VIII amava farsi scolpire con sembianze giovanili. Le oche della parete in realtà non sono oche come grossolamente identificate, o papere, ma è tutto un florilegio di uccelli per magnificare l’arte della caccia, che teneva unite e faceva sentire importanti le persone importanti. La scultura moderna con gli scacchi è sbagliata, da una parte ci sono solo sette pedoni. Vabbè.

Il museo della cattedrale riapre alle tre, però c’è un funerale e bisogna aspettare le quattro, però al funerale non c’è nessuno, il prete innesta giustamente il turbo e si entra. Una tizia srotola tutta la pappardella che ripete a ogni nuovo visitatore, sembrando colta (chi può sapere se lo sia davvero, anche il mio fruttivendolo farebbe un figurone dovendo dire sempre le stesse cose per tutta la vita), nella cripta le luci possono stare accese solo per tot minuti, poi deve calare il buio, non si può entrare o uscire contromano, ecc. Saremo ripresi da dozzine di telecamere, che emozione, quasi quasi compio qualche atto di vandalismo a caso. Non male il grosso crocifisso splatter in legno, con Gesù magrissimo e il meccanismo dietro la testa per fargli uscire la lingua e impressionare così i tifosi più eccitabili. Nella biblioteca addirittura c’è una copia del Corpus iuris civilis di Giustiniano, che mi fa sentire più giovane rimandandomi ai tempi dell’esame di Storia del Diritto Romano (pure quello di Istituzioni, volendo), ma quello che colpisce è una sedicente Rivista del clero, o una cosa del genere, rilegata per annate, periodo Ventennio duro. Le spiegazioni elencano tutti i privilegi ecclesiastici che i copisti avevano ottenuto nelle varie epoche in segno di rispetto per il mazzo tanto che si facevano. Ci sono dei tizi che stanno facendo manutenzione in maniera abbastanza inquietante, prendi quell’orologio del ‘600 sul quale ho appoggiato il panino con la mortazza, burp, e lancialo nello stanzino lì, dove ci sono le stampelle accatastate. Capo, ho sgangellato per sbaglio quell’affresco medievale sulla destra, è grave? Ma no, tanto già si vedeva poco, chi vuoi che se ne accorga, mica era di Giotto. Il pavimento cosmatesco. La cripta di San Magno è il capolavoro assoluto, ma non solo di Anagni, se avete gli occhi dovete vederla almeno una volta nella vita, se non li usate per una cosa del genere tanto vale strapparli via e darli al cane insieme al Ciappi. Ovviamente tutti i simboli, i personaggi e le menate fatico ad assimilarli, anche perché il tempo per stare sotto, immersi nella gradevole frescura, è molto limitato. A me piace per gli omini tutti ordinatamente stipati insieme, così naïf, la disciplina, l’unione di intenti assoluta, è incredibile che all’epoca qualcuno sia venuto in mente di fare questa roba, proprio così, com’è stata fatta.