Marina è una bionda etimologa dai grandi… occhioni blu che usa le sue proprompenti doti umanistiche per illustrare disinteressatamente l’origine e il significato delle parole. Hotforwords è il nick scelto dalla giovane intellettuale sfornafilmati che sta facendo strage di consensi e di spermatozoi sul Tu-Tubo.

Non dovete pensare nemmeno per un istante che il motivo dello strabordante successo delle lezioni di Marina risieda nelle ampie scollature, negli abitini da palestra succinti o in quelle minigonnine vaginali in Hotforwordsgrado di costringere all’erezione perfino il Dalai Lama. E nemmeno nelle ammiccanti pose da navigata pornostar o nelle generose forme sapientemente esibite anche in un recente calendario svenduto alla modica cifra di 14,95 dollari. Sarebbe ingiusto e superficiale ritenerlo. Hotforwords ci crede, hotforwords fa sul serio. Hotforwords ha una missione: quella di erudire i giovani (ma anche i diversamente giovani, perché lei oltreché topa è anche buona e brava, e dichiaratamente contraria a ogni forma di discriminazione). Di informarli su fatti di interesse generale (quali per esempio la genesi del fenomeno hula hoop, illustrata con esemplare e wikipediana chiarezza). Son cose. Che spesso, nella frenesia del mondo moderno, possono sfuggire o venir ingiustamente trascurate. Hotforwords cerca di svecchiare i tradizionali, apparentemente immutabili e sostanzialmente fallimentari modelli di insegnamento, per proporre un nuovo modo di distribuire conoscenza alle masse.

BONDI RISCHIA LA POLTRONA? – Sfruttare la propria dirompente presenza fisica e le sconfinate possibilità messe a disposizione dell’internetwebz, insomma, per entrare nelle case e nelle mutande dei navigatori. Gente, secondo le statistiche, ormai nauseata dalla banalità del pornume becero e ignorante che intasa la rete, e sempre più assetata di sapere vero, sapere sincero. Per essere efficace, infatti, un metodo d’insegnamento deve Hotforwordsessere in grado per prima cosa di divertire, di coinvolgere: è questo il succo, questa la lezione dell’audace esperimento hotforwordsiano. Ed è soltanto stimolando anche parti del corpo a torto spesso considerate meno nobili e occultate quasi con vergogna che la mente maschile può elevarsi; è solo così che le nozioni possono venire incamerate con successo e in modo duraturo. in vista di riutilizzi futuri. Le reazioni del pubblico ovviamente sono improntate spesso all’entusiasmo: “uno degli aspetti più interessanti dei video online sta nel fatto che, al contrario di quanto mostra la televisione, non tutti i nerd smanettoni sono brutti e le strafighe bionde non sono per forza tutte delle oche“, osserva il buon Mike Abundo. E chi sono io per asserire il contrario? Addirittura acritico e incondizionato poi l’appoggio di utenti quali kendpw, evidentemente travolti dall’inusitato quantitativo di sensuale intelligenza emanato dalla palestrata maestra. Più bot che uomini, presunti bipedi ormai apparentemente solo in grado di spammare ovunque laconiche richieste del tipo: “come faccio a richiedere una parola?” o “dove posso comprare le sue magliette?“. Anche tra gli spammer l’entusiasmo per la sexyprof abbonda incontrollato, come dimostra il fatto che il suo nome venga ormai da loro massicciamente utilizzato come parola chiave per generare ciaffico a volontà. Un privilegio riservato a celebrità del calibro di Britney Spears, mica pizza e fichi.

INTELLIGENCE IS SEXY” – Nemmeno Google è rimasto insensibile al fascino della coltissima e determinatissima docente, selezionandola (insieme ad altre star del social network) per offrirle una percentuale sui ricavi generati dalla sua attività iutubica. Il successo di quella che ormai è “una delle donne più famose di internet” (secondo O’Reilly Factor, Fox News) non appare casuale, bensì frutto di Marina Sexyun’artigianale e quantomai attenta pianificazione. Basti pensare che il dominio hotforwords.com sul quale risiede il suo sito è stato previdentemente registrato dalla nostra prima della discesa in campo sul Tubetto, per evitare che le fosse poi soffiato. L'(auto)ironia spicciola non è certo assente nella ventisettenne sedicente filologa. Nel corso della famosa puntata dedicata allo speciale “vocabolario femminile“, infatti, non manca di ricordare come “cinque minuti” per una donna equivalgano, come tutti sanno, a “mezz’ora“. Data la mole di luoghi comuni disponibili, mi auguro che non vengano realizzate puntate dedicate, chessò?, ai partenopei o agli afroamericani. C’è da chiedersi cosa c’entri la tanto reclamizzata (nei video) “intelligenza” della tizia col suo leggere o “recitare” decentemente informazioni che possono essere reperite da chiunque sul web con un paio di click ben assestati. Continua a leggere >>

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