Ti capita mai di essere affascinato da una cosa, fino al punto di provare piacere quasi fisico nell’osservarla, una cosa talmente trash, ma questo non è probabilmente il termine giusto, andrebbe amalgamato con un po’ di aggettivi rendenti l’idea di una superficiale, animalesca e gradassa ottusità circondata da nugoli di brufolosissimi luoghi comuni intenti a far festa e a ridefinire per sempre la parola “qualunquismo”, che pensi no, non è poffibile, se l’avessi voluta fare io apposta, anche impegnandomi, mettendocela tutta, dedicandoci settimaneanniminuti di studi e arditi esperimenti in laboratorio, con i peggio intenti sbeffeggiatori, non sarei mai riuscito a raggiungere quel risultato inimmaginabile, a toccare quelle vette levissime, inesploratissime, stronzissime?

E quell’oggetto, il video testè incorporato in questo caso, prosciuga la tua attenzione, arrivando a ipnotizzare le tue papille per come sono sapientemente presentati e (s)coordinati gli elementi tra loro, perché non è il solito alcolista che ha acceso la webcam e scorreggiato le prime str… amberie che gli passavano per la testa ma il deejay lautamente retribuito di una trasmissione con il suo nutrito seguito, con la sua dizione professionale e l’intento malcelato di mietere facilissimi consensi, perché anche esprimendo concetti (?) qua e là vagamente semigiusti ti sale un brivido a semiquasicondividerli, e ciò avviene non certo per la parolaccia utilizzata bensì per la perizia con la quale viene porchettarizzato, affettato e infine digerito il monologo di Eddy Norton, stuprato con tocchi di classe vera quali l’infilarci dentro etti di Odissea nello spazio o dell’immigrato clandestino (?) Aldrovandi in una pozza di sangue, dettagli che rivelano e spalancano paurosi abissi mentali, voragini e fosse delle Marianne di mancata comprensione dell’universo e degli eventi circostanti da parte di chi ha salumierizzato il filmato e da chi lo applaude sperticamente, e poi circola nelle strade venendo raccomandato e raccomandando a sua volta, e infine, nonostante i proclami, c’è da scommetterci, si reca puntualmente alle urne diffondendo nell’aere al suo passaggio atomi di oltraggiosa sicumera.