Gunman Chronicles ha lasciato così violentemente il segno dentro di me che per ricordarmi come si chiamasse quel vecchio mod di Half Life poi promosso a gioco a se stante in seguito alle vibranti richieste dei consumatori ho dovuto guglare. Cosa mi abbia spinto a terminarlo (e perché The Games Machine lo abbia eletto all’epoca gioco copertina, l’artwork prescelto comunque non era male, il pistolero del futuro cazzutissimo che non sa più sorridere, o che non può più farlo, ma che ormai è in grado solo di mostrare minacciosamente al mondo l’orrenda dentatura in oro massiccio) resta un mistero. Alla fine è un po’ un pastrocchio, il protagonista si agita tra epoche differenti ma le motivazioni non sono poi così convincenti (e quando mai). Tutte le scenette che dovrebbero elevare l’FPS dalla sua nativamente poco alta condizione di FPS si erano già assaggiate in Half Life (ma Gunman è mejo, dice il sempre abbacinato popolo di YouTube), i corridoi delle astronavi non sono così carismatici e sfarzosamente tecnologici come quelli di Halo, ma all’epoca bastava aggiungere un’arma che non si fosse ancora vista o dare la possibilità di pilotare qualche nuovo strambo mezzo, fosse pure un risciò o un triciclo a motore, per compiacere vaste fette di pubblico. Per la prima volta affronteremo finalmente l’avversario impugnando armi personalizzabili, scriveva, esaltandosi, un giulivo MCmicrocomputer (possibile esistesse ancora all’epoca? comunque gli restava poco da vivere). Bisogna ammettere che in alcuni cunicoli male illuminati il sapore di fantascienza anni Cinquanta di Serie C (o quello che è, fate voi) arriva eccome, ma sono sprazzi, così come l’indimenticabile capoccione del dinosauro che a un certo punto sbarra il passaggio e che non mancava all’appuntamento con ogni singola preview o recensione. Anche quando si passa al western (?) l’atmosfera non è male, lì persi nei canyon a respirare sabbia, azionando carrucole perché videogiocare è azionare carrucole, spostando casse, percorrendo scalette in solitudine, fino all’incontro decisivo con il carro armato, ci si sale su e si torna piccini tra un quicksave e l’altro, cannoneggiando l’esistenza.