Kid no Hore Hore Daisakusen (© 1987 Nichibutsu), tenero, brioso e iperultrapacioccoso coin-op — conosciuto dalle Bambino giapponesemassaie di tutto il globo col ben più evocativo nome di “Omino che gira per lo schermo raccogliendo forzieri con il tesoro e alla fine appare una porta che lo conduce in un nuovo labirinto” — è, tuttosommato, una sorta di versione deluxe e un po’ cicciona di Lode Runner, con vista dall’alto.

Bisogna difatti scavare buche, tante, tantissime buche, sperando che qualche agente segreto un po’ sovrappeso, qualche mostro tutto ciccia e brufoli, qualche maniaco sessuale distratto o qualche altro disperato di passaggio decida di cascarci dentro.

In alternativa, è possibile recuperare uno yò–yò, un lanciafiamme, dei pattini, delle supervanghe e altre zozzerie e sboronerie allo scopo di zittire i vari grassoni che si agitano.

Per dirimere le controversie urbane agli incroci, aiutando a rendere più sopportabile il ciaffico nella balzana cittadella, ogni tanto si trovano dei passaggi segreti che conducono imprevedibilmente nelle zone più malfamate dello scenario. Oppure dei mirabolanti trampolini che consentono al nostro paffuto ometto blu di spiccare degli irrealistici quanto sovrumani balzi, sorvolando gli affamati, appiccicosi e, in definitiva, obesi creditori ciccioni alle calcagna.

Le musichette sono allegre e balneari, e l’intero gioco profuma meravigliosamente di estate, di Cornetto Algida e di anni Ottanta.

Note (Do Re Mi Fa Sol La Sid). Il titolo di questo videogame, tradotto in inglese, sta approssimativamente per “Dig Dig Kid’s Great Operation” (che in italiano in realtà vuol dire “L’insuperabile e divertentissimo videogioco per bambini giapponesi ciccioni”). Questo coin-op (conosciuto altresì come Booby Kids, dal nome del prototipo e dell’hack italiano, non inserito nel MAME “perché cambiava solo il titolo”) ha generato tre “adattamenti” per console: Booby Kids (NES, 1987), Cratermaze del 1990, apparso su PC Engine, e Booby Boys per Game Boy, manifestatosi nel ‘93 in Giappolandia. (Ars)

Kid no hore