Pac Pix

Mah, sinceramente — prosciugata l’eccitazione iniziale — non ho trovato grossi motivi di interesse nella riesumazione della figura ormai obsoleta di Pac-Man. A parte la possibilità di mandare a zonzo per lo schermino, a piacimento, numerosi panzoni dai bordi gialli, spesso disegnati in modo volutamente pacioccoso e approssimativo. Però, dipingermi più grosso del mostro di fine livello, al solo scopo di intimorirlo -> ingerirlo senza tanti complimenti, è stato sicuramente qualcosa di inusuale, una dimostrazione di forza che mi ha elargito soddisfazioni (ahimé, poco durature). Per il resto, i classici, ipnotici jingle che hanno reso famoso Pac-Man nelle bettole del pianeta, privando la gente di ogni residuo di volontà e autonomia (un po’ come i panzoni decerebrati inviati senza discussioni nel ring); constringendola a mangiare, cagare e accoppiarsi in fretta e furia davanti al cassone variopinto, pur di inanellare record su record, nel tentativo di non essere dimenticati. Tanta allegria, certo — garantita da quell’approccio graffitaro vandalico che un po’ contraddistingue il DS — ma ben presto quasi altrettanta claustrofobia. (Pac Pix per Nintendo DS – Namco, 2005). (Arzludica’s…).