Sono su un carro bestiame insieme ad altri disgraziati, nullafacenti poligoni. Costoro cercano subito di attaccare bottone, ma con la levetta destra del joypad mi volgo annoiato nelle altre direzioni concesse dal dio dei videogiochi e ammiro pigramente il paesaggio innevato. Le solide casette in vera merda e i loro abitanti, felici di non pagare l’ICI (ancora per poco), Skyrimsembrano venirmi incontro o comunque pascolano vocianti per le strade, per dimostrare subito ai nerd di tutto il mondo la sfavillante potenza del nuovo, potentissimo engine. Il carro giunge a destinazione, non sono libero nemmeno di andarmene dove mi pare.

Un tizio molto importante in armatura, dopo aver lanciato proclami a caso, decapita disinvoltamente un passante in apparenza privo di colpe ma vai a sapere. Le cose si mettono male ma un drago fancazzista interviene a gettare scompiglio. Mi propongono vari personaggi e collaudate, circensi amenità. Facce truci, di gomma, pelose e orecchie appuntite dall’aspetto plasticosamente familiare. Lucertolone, scelgo te. Vago dove capita, salgo in cima a una torre fingendo di essere in preda al panico (tanto so che non mi succederà niente), emano urletti riscaldandomi ogni tanto alle fiamme gentilmente alitate. Seguo i miei compagni di sventura, apro bauli, colleziono paccottaglia con l’intento di svenderla chissà, a Porta Portese, un giorno.

Primo combattimento, uhm, forse era meglio non scegliere il lucertolone. In una sala mi viene suggerito di sfogliare un imprevedibilissimo tomo dai contorni antichi. Parla di, yawn, dragoni, leggende e farloccate varie, sicuramente indispensabili alla corretta comprensione delle vicende. Skip. Mi conducono in zone sempre meno illuminate, ruscelli sotterranei, batcaverne dell’azzurrità, piene di ragni zozzoni assassini, agliuto. Scassino svogliatamente un lucchetto giusto per non deludere le attese troppo generosamente riposte in me dall’interfaccia, lascio che il mio prode Virgilio-Big Jim così bardato e sicuro dei suoi mezzi prenda spadate in faccia al posto mio, non mi sento particolarmente in colpa per le sue ferite. Grazie alla sua virilità strabordante e al suo ottimistico senso dell’orientamento torniamo presto a riveder la luce. Autosave.