Siamo agli inizi del 1988. Per risparmiare qualche lira, l’editore italiano di Zzap! decide di cacciare, senza farsi particolari problemi, Albini e soci (il celeberrimo Studio VIT, insomma), mettendo la realizzazione delle ottanta pagine della rivista nelle mani di un giovane e promettente disoccupato. Costui si era distinto, tra le altre cose, per la sua competenza, riconosciuta in sede internazionale, nel campo delle avventure testuali (è stato anche un prolifico autore). Il giovanotto, inizialmente, faceva tutto da solo: impaginazione, traduzioni dalla versione inglese, recensioni italiane, pulizie, caffè… Insomma, proprio tutto, ribadisco. Sto parlando naturalmente di Bonaventura Di Bello (in arte BDB), sicuramente uno dei personaggi più conosciuti, carismatici e stimati dell’intiera storia videoludica italiana. Ovviamente il curriculum di questo personaggio (recentemente intervistato da Game Pro) non si ferma certo qui. Come non ricordare la sfortunata avventura di Gigabyte, il libro Internet Tour ‘95, il suo impegno in campo divulgativo, ecc.?

BDBSul forum di Ready64 (nella discussione è intervenuto anche Carlo Santagostino, altro personaggio importantissimo dell’era zzappica e della scena italiana degli anni 80) ho appreso di una recente polemica che lo vede opposto ai boss di Wikipedia Italia. In breve, BDB avrebbe scritto la voce (mancante) relativa a… se stesso, operazione risultata sgradita a controllori vari, in quanto violerebbe regole, consuetudini e pippe mentali assortite. Secondo la Brioschi, la scheda sarebbe stata impostata come un curriculum vitae e avrebbe costituito una sorta di operazione pubblicitaria, per giunta sostanzialmente priva di informazioni caratterizzanti. Ora, è impossibile leggere la voce redatta da BDB e quindi poter valutare la bontà dell’operazione censoria, apparentemente ragionevole. Certo, scriversi la voce di Wikipedia da soli francamente non è il massimo della vita, indipendentemente dai regolamenti e da come lo si faccia. Nutro qualche perplessità anche sul post, leggermente autocelebrativo, che BDB dedica sul suo blog a questo episodio. Credo che debbano essere gli altri, eventualmente, ad accostarci a personaggi famosi di statura internazionale come Scott Adams (o a citare i paragoni fatti da qualcuno), oppure a elogiare la nostra modestia e la nostra umiltà: se queste cose ce le diciamo da soli diamo esattamente l’impressione opposta a quella che intendiamo suscitare tra le genti.

Detto questo, è impossibile però non notare una certa arroganza e una mancanza di obiettività nella risposta del responsabile di Wikipedia Italia apparsa su Punto Informatico. Al contrario di quello che asserisce l’amministratore wikipediano, infatti, non c’è il minimo dubbio che Di Bello meriti una voce tutta sua, e sostenere il contrario con sicumera e spalvalderia sa tanto di discriminazione bella e buona nei confronti del negletto medium videogiocoso. Come minimo, la scelta è ben poco “enciclopedica”. È difatti sufficiente farsi un giretto per notare che in altri campi tale onore non è negato nemmeno a porci e cani (con tutto il rispetto per questi ultimi). Quadrupedi ai quali le colpe rimproverate a BDB vengono spesso largamente condonate con disinvoltura.

(Zzappato originariamente su Ars Ludica).