L’uscita inevirabile d’una valanga di nuovi libri, dischi, cofanetti, serie tivù, spettacoli, videogiochi, fumetti, modelli di cellulari, articoli sportivi e non, prodotti per l’igiene anale, film vietati ai minori di diciotto anni, e da loro probabilmente interpretati, non ci dà tregua. Hard disk primoLa necessità di imparare a memoria i nomi di altri brillanti, sessualmente appetibili e generalmente cazzutissimi protagonisti dei nostri entusiasmanti pomeriggi piovosi passati (in sostanza) a monitorare le attività altrui in cerca di briciole d’affetto o di sopravvivenza è incessante e inderogabile. L’obbligo sociale e morale di immagazzinare nei nostri affaticati hard disk inedite, affascinanti, pittoresche ma soprattutto inutili nozioni si fa sempre più stringente. Forte è lo sgomento che ci assale quando, nel bel mezzo di un’eruditissima pizzata o di un flame gigantesco, ci accorgiamo terrorizzati di aver dimenticato il nick di quello che a lungo è stato il nostro attore, cantante, botanico, matematico, filosofo, blogger o pescivendolo strafamosissimo di fiducia. In quei momenti, con le pupille spalancate e i brividi di orrore che ci percorrono la schiena (anche perché abbiamo scordato di accendere i riscaldamenti o non abbiamo più i soldi per farlo, avendoli sperperati tutti in libri, dischi, cofanetti, tricchetrac), preferiremmo non essere mai nati piuttosto che ammettere a noi stessi e ai nostri un po’ schifati interlocutori di non essere più al passo coi tempi e con le nuove uscite che, prepotentissime, ormai ci assorbono e ci sovrastano orgasmatronicamente, distruggendo beffarde quel che resta delle nostre vite.