Categoria Musica

Punto G 19 10

novgorod

Rachmaninov sta sul cazzo ai cinefili perché abusato abusivamente da Hollywood. Rachmaninov sta sul pene ai musicologi, lo odiano in quanto ha continuato a comporre incurante del susseguirsi delle mode e del passaggio a un secolo nuovo di zecca. I suoi preludi sono decisamente più vicini per sensibilità, eleganza e romanticherie a quelli di Chopin, piuttosto che alla roba di Schoenberg e gli altri pazzi. Il numero 10, il più autobiografico di tutti, parola di Francesco Amadori, è anche quello che fa indubbiamente più male dentro fra

Perfect pop song

Stereolab

Giugno 1994 (ma poteva essere anche luglio, o agosto, eh). Il bisogno ossessivo-compulsivo di nuovi freesbee con i quali nutrire l’allora avveniristico compatto stereo del discount mi spinge follemente ad affrontare il Sahara capitolino per recarmi dallo spacciatore degli spacciatori sito in tutt’altra zona dell’universo. Allora, sembra incredibile, ma era possibile tranquillamente affittare i CD proprio come se fossero vogliose puttane, cosa che io facevo puntualmente, masterizzandoli ad amici e parenti, ma soprattutto

Per quanti sostengono che la musica negli anni 80 facesse cacare

Jones girls

Le fanciulle Jones furono un discreto complessino di vocalist dal look improbabile situato a metà tra le due decadi forse attualmente più rimpiante dai nostalgici babbei di tutto il mondo. Dopo essere state schiavizzate da Diana Ross e da altri abili negrieri in megatour infiniti per una decina d’anni, vissero un effimero periodo di semigloria per conto loro. Amici e parenti stretti si dimenticarono però di acquistare il quarto albo, quindi la RCA le allontanò dagli studi di registrazione a calcioni nel culo. Come se non bastasse

Non ho capito perché dovrei continuare a mentire sul blog

Un viale

Sabato. Mal di testa. Martellate infernali che si avvicinano. Sopprimere telecronisti urlanti sempre più futili. Liberi solo grazie a questo matto, matto indulto. Puglisi conserva la leadership del campionato. Insieme a Bruno Senna. Ecchicazzosenefotte. È ufficiale: l’ex vicino di casa si droga, per essere sempre al top della forma. C’è un momento molto breve della vita in cui sei sulla cresta dell’onda. Ciò ti consente di dormire tre ore a notte, inseguendo pillole blu. Instancabile nei labirinti dipinti di blu che la realtà ti propone/oppone.

Due pazzi: Igudesman & Joo (video dementi inside)

Igudesman & Joo

Non tutti li conoscono ancora, ed è un vero peccato. Igudesman & Joo sono non solo due musicisti con i controzebedei rotanti, ma anche due attori comici inarrestabili che rifuggono il tradizionale, solenne (qualcuno direbbe barboso) modo di eseguire e presentare la musica classica. Joo è un superbo pianista che, quando non è impegnato a contrattare al mercato ortofrutticolo gorgheggiando arie e indossando parrucche del ‘700, si diverte a prendere in giro la salma di Rachmaninov per la sua mania di

SUO FIGLIO HA LA FACCIA COME IL CULO

In attesa di procurarmi Bachelite, il nuovo disco degli Offlaga, ho ripreso ad ascoltare il sempreverde Socialismo Tascabile, ellepì che ho letteralmente divorato prima e digerito (grazie a una potente dose di Amaro Medicinale Giuliani) poi. Cos’ha questo album che lo fa sembrare fresco nonostante sia intriso di nostalgia e non dica (dopotutto) nulla di veramente nuovo (lo stile musicale minimalista col parlato/cantato quasi nevrotico/robotico, ai confini con la seduta psicanalitica, tra l’altro è lo stesso

Da estimatore storico di Under TP non ho mai apprezzato granché Little earthquakes ma dopo millenni di ascolti

Winter, winter… a volte mi appare… sottoforma di pubblicità miliardarie come amplesso di macchine lucide nere sportive sicure pennellano spruzzano rallentano sporcano curve meravigliose assaggiate di neve. Winter, winter, montagna levissima abitanti innevati addomesticati su campi di grano di gioco indubitati, distesa bianca unica una, sola dove accecare bambini che si estendono ovunque pianoforti che si cibano di toriamos scarpette rosse che si ciba di neve. Winter, winter, solitario tremando titubando riff inciampando

Il CD è alla frutta? Ma no, direi che siamo all’ammazzacaffè…

Secondo il prestigioso ente benefico che risponde al nome di Nielsen Soundscan, nel 2007, a fronte di un ingente calo (meno 19% rispetto al 2006) nelle vendite di CD, musicassette, pizzétte, vinili, dischi volanti, ecc. sono stati acquistati la bellezza di 844 milioni… no, dico ottocentoquarantaquattromilioni (!) di mp3 (e affini): ben il 45% in più nei confronti dell’anno precedente. iTunes, il modesto negozietto di Apple, in tutto ciò ha ovviamente recitato la parte del fantapaguro (sì, il leone mi è sempre stato un po’ sul

Canzoncine estive (tizianoferroinside)

Cyann, Ben, Charlie e Loic sono i semisconosciuti autori di questa ipnotica e, diciamocelo, non esageratamente ottimistica proposta sonora, perennemente in bilico tra il post rock, la psichedelia, il pop canterburiano e le suggestioni folk offerte dal Masini degli anni d’oro. La musica da loro emessa è fredda, grigia, introversa, magica e piovosa (un po’ come la cittadina ai confini col Belgio, probabilmente abbandonata da dio e dagli uomini, nella quale si narra siano, in qualche modo, cresciuti). Ma all’occorrenza

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