Categoria Deliri, racconti, poesie

In visita alla signorina Clementina

Questo episodio, lo noterete, mi è rimasto impresso, più di altri, sulla carta maggiormente significativi. In qualche modo la signorina Clementina (siamo nel ’79 ed era chiamata sempre e solo così, da tutti, fatevene una ragione, il cognome non l’ho… Continua a leggere →

Una mattina, al risveglio da sogni inquieti, uno scarrafone si ritrovò trasformato in Gregor Samsa

«Oibò, e ora? Che cosa ci faccio qui?», esclamò tra sé e sé l’esapode, nella misura in cui i limitati mezzi glielo permettevano. Ma non ebbe molto tempo per riflettere dato che il padre, un pensionato perennemente incazzato col mondo… Continua a leggere →

Spiccins I

Non esiste un micio Non esiste un micio Tuo è il croccantino nei secoli Gatto nero invasore occupa il tuo balcone oblò sul mondo pagato mille crocchini d’oro Trema il sacro baffotto di fronte a cotanta offesa intollerabile S’ingigantisce a… Continua a leggere →

Padre Bio (nuovo adattamento con più energia orgonica)

buco

Padre Bio era un giovane nerd reincarnatosi per errore (con le mani bucate e tutto) nel XIII secolo, un XIII secolo diverso da come siamo abituati a immaginarlo. Padre Bio spendeva molto per le sue possibilità, forse troppo, e per mantenere il suo tenore di vita era costretto a fare miracoli. Letteralmente. Purtroppo Padre Bio non era più quello di un tempo, non sempre le magie gli riuscivano col buco. Se gli presentavano uno storpio, e lui lo miracolava, era probabile che questo oltre a non

Infernal Runner (C64)(versione totalmente ristrutturata e dotata di ampio parcheggio)

monocromo omino
furtivo introdotto
sprite senza peccato
sbagliato, scherzato

elisir, casseforti
sogni strani, interrotti
sopra i muri pugnali

Firequest + Ugh! (C64)

primitivo con tre vite che gironzoli di pretese assai modeste senza calcoli perlopiù cullato appeso alle improbabili su liane per lo schermo dondolandosi sgambettate salti al buio si susseguono i colori accesi ai lati mentre danzano quegli omini allegri sempre… Continua a leggere →

Visitors

La stazione era satura di odori e offerte luccicanti di ogni tipo, mentre l’accattonaggio vivacchiava ai lati. Un flusso improvviso di corpi pelosissimi e malvestiti intasò i corridoi proprio al momento dell’arrivo del mio conoscente. Un gruppo di stranieri lo… Continua a leggere →

Ode a Matteo Salvini (versi nazionalpopolari risalenti all’epoca di OkNotizie)

Matteo Salvini canzone razzista antinapoletana

In politica a vent’anni
per vestire i verdi panni,
non è molto ecologista,
né irlandese, sol leghista;
di un partito edificato
contro chi al nord non è nato
o comunque è più sfigato:
che pensiero assai

La solitudine del piromane

Bicicletta in fiamme

Mi affacciai alla finestra, risvegliato dall’odore. Inebriante, ottundente. Insistente, potentissimo. Particelle subatomiche, puzzle di umanità carbonizzata venivano a me, saltellanti. Salivano gioiosamente, ricamando eccitazione sulle mie papille. Mi sporgevo sempre più incurante del pericolo, quasi completamente esterno. Richiami inalberati dei parenti, annoiati in lontananza. Mi acciuffavano mani, artigli di dubbia provenienza.
Intanto lo vedevo, dalla finestra, si avvicinava. Più enorme, più importante a ogni passo.

Alone in the Dark (PC, Mac, 3DO, PC-98, FM Towns, Acorn Archimedes)

Alone in the dark

lunga nera lucida
vettura sul sentiero
oltrepasso cancelli
una mano apre, rivela
suggerisce mondi arrugginiti

attraverso stanze poco frequentate a bordo di un vecchio cavallo a dondolo

Eresia culinaria

Cattedrale

Giovani preti vestiti di nero masticano la paroladiddio. Alti, ben rasati risputano formule morte che rimbalzano sugli affreschi, sulle vetrate. Inoffensive sugli angoli delle signore addobbate. Imbalsamate in piena estate come alberi di Natale. Vecchie mai state altro che sniffano rosari su rosari. Simulano sofferenza per antichi omicidi, rimasti impuniti, ancora una volta, fontanelle improsciugabili di piastrine divine. Colpe mai credute scolpite sulle facce come rughe dolorosissime. Reati mai caduti in prescrizione

Ero appena atterrato sul brullo e defecato suolo del Mangiabinbistan Orientale (naaaa, troppo nerd ‘sta roba, non leggete)

Ero appena atterrato sul brullo e defecato suolo del Mangiabinbistan Orientale, sotterranea e inospitale nazione sconosciuta alla maggior parte delle carte geografiche e dei giornalai. Mi trovavo lì in vacanza premio grazie al supermegacaporedattore mascherato dotato di poltrona in pelle… Continua a leggere →

Versacci (’09 reprinted edition)

In quel periodo stavo sempre fuori a lungo, ore e ore ad annusare l’aria. I pomeriggi li trascorrevo con un mio amico minuscolo a lanciare macchinine contro il muro (ovviamente per stabilire chi fosse più duro), pochi suoni. Oppure ai… Continua a leggere →

Crazy Caveman (C64)(aka Ignorante e primigenia rappresentazione dell’istinto quale manifestazione immediata dell’Essere)

Crazy caveman

Pagliarulo è lì, appollaiato davanti alla sala giochi che aspetta di riscuotere, dietro di lui i tamarri. Mi circonda con la sua armatura, mi abbraccia sempre più biondo, ma non ho l’autofire. Lo vedo già morire lì davanti, dopo molti anni, senza neanche essersi allontanato, sposato significativamente, conosce il bar e i suoi frequentatori. Percorro il corridoio giallo, infarcito di parenti, mia nonna estrae i soldi dal fazzoletto e io urlante. Il joystick alieno a forma di cupola è ancora al suo posto, illuminato come

La zona dei rifiuti si estendeva a dismisura

Omini spazzatura

La spazzatura era ormai del tutto fuori controllo e gli escrementi si riproducevano in continuazione, abbronzatissimi, davanti agli occhi attoniti degli osservatori internazionali e delle associazioni dei consumatori, invadendo la vita sociale dei netturbini, della gente. Ormai l’immondizia faceva attivamente parte della routine quotidiana, delle abitudini alimentari e sessuali. Nessuno tentava più seriamente di escluderla e i sacchetti erano ammessi in via ufficiosa alle varie

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