Le nozze reali. Il cambio di direzione di Wired. Le polemiche su Napolitano. Se fossi il mio fottesegometro in questi giorni mi surriscalderei.

Al via l’ennesima edizione del Giro d’Italia. Per onorare il passaggio degli atleti dopati, dalle mie parti è stato rifatto il manto stradale, abbandonato Girasolea se stesso dai tempi di Numa Pompilio suppergiù. Peccato, lo spettacolo dei ciclisti inghiottiti dalle voragini avrebbe finalmente reso la Corsa Rosa un po’ interessante.

I gombloddisdi hanno ragione. Non può esistere davvero un posto che si chiama Abbottabad, siamo seri.

Io quando vedo che c’è in giro gente con “99” nel nick mi viene voglia di dare fuoco all’internetZ. È inconcepibile dover continuare a pagare la pensione a individui con oltre centodieci anni di vita, e ritrovarseli pure in rete, scoppiettanti di salute.

Ogni volta che mettendo un like a una notizia brutta brutta – o con la quale non si può essere d’accordo, sarebbe mostruoso – vi sentite in dovere di specificare inutilmente ma il like non vuol dire che mi piace la notizia, è per te che l’hai messa… no, questa frase è troppo lunga.

“Caro amico telespettatore di La7, hai un’opinione? Esprimila. Non ce l’hai? Ecchecaz, tutti su internet i tuttologi?”

Con tutto quello che succede nel mondo – rivolte, guerre civili, malattie veneree, gente che muore di fame, Lele Mora – lamentarsi di cose come il processo breve a Osama, o l’inestetica fine fatta da Saddam, mi sembra francamente un esercizio di puntacazzismo tra i più oziosi.

La razza umana deve estinguersi. Ma prima le zanzare.