Su LaZ è stato ieri dato spazio ad Alexey Bobrovsky, un giornalista direttamente stipendiato da Putin (particolare mai esplicitato durante la trasmissione). Costui è stato fatto parlare a ruota libera e ha sostenuto che la Russia non ha mosso guerra contro l’Ucraina e che i russi non stanno ammazzando civili (tra le altre cose). Ha inoltre negato anche gli arresti in piazza e i vari crimini di guerra commessi: pure balle propagandistiche, insomma. Inoltre ha citato la missione russa in Italia durante la pandemia (senza che la conduttrice facesse il suo mestiere facendo notare che si trattava verosimilmente non di un’azione benefica, come veniva descritta, ma di qualcosa che somigliava di più a una missione di spionaggio, o che comunque aveva degli aspetti parecchio “problematici”, diciamo così). Caracciolo, immancabilmente in studio, avvolto nel suo solito bandierone di Putin (questo non è vero, è satira mia), riguardo alla guerra ha detto «chiamiamola operazione militare speciale, per rispetto del collega». Se era ironico, questa ironia diciamo si è un po’ persa per il fatto che lo abbia ripetuto per tutta la trasmissione.

C’è chi difende questa impostazione di LaZ con la storia della «pluralità dei punti di vista». Non mi pare serio dare spazio a uno così. Se lo si fa è perché si vuole il circo (per non pensare cose peggiori), o, perlomeno, non è informazione ma intrattenimento, come ha recentemente detto Negri durante una trasmissione della stessa LaZ. Non è dissimile dall’invitare in studio un no vax a fare propaganda senza nessuno che gli contesti le tesi antiscientifiche (o con interlocutori che gliele contestino assai blandamente). Questo perché sostenere che la Russia non abbia invaso l’Ucraina, che non stia ammazzando civili, che non faccia arresti in piazza, ecc. non è neanche un’opinione strampalata ma, oggettivamente, pura falsità (ci sono prove e filmati che dimostrano queste cose). LaZ sta facendo pura disinformazione, insomma, dato che a vergognosi deliri propagandistici come quello viene data la stessa dignità attribuita alle parole di uno che dica cose sensate e informate, oggettivamente riscontrabili, in una sorta di assurda “par condicio”.

Lo scopo è ovviamente lo stesso della propaganda russa “aperta, dichiarata”, che non è quello di convincerti che la verità stia dalla parte russa (questo lo pensano solo i più esaltati) ma che in fondo boh, non si capisce dove stia la verità, quindi le ragioni russe e ucraine sono sullo stesso piano, e quindi alla fine chi se ne frega, Franza o Spagna purché se magna, Zelens’kyj arrenditi così magari il prezzo del gas scende, posso prenotare le vacanze senza patemi e non rischio che Putin sganci l’atomica su di noi (ovviamente visione molto, molto semplicistica e naïf, oltre che assai miope, perché se avessimo lasciato fare indisturbato Putin il quadro generale oggi non sarebbe certo migliore, anzi, sarebbe parecchio peggiore; e l’andamento della guerra non sta certo dando ragione allo storytelling del “non disturbare il manovratore Vladimir” e del “la Russia può sventrare l’Ucraina come e quando vuole, inutile opporsi” sostenuto fin dall’inizio dagli Orsini e dai “geopolitici” filorussi).

PS Orsini a Cartabianca (non è La7, ma tanto spesso va lì a dire cose simili): «Possiamo ricordare che sono morti più di 1.000 bambini?». Numero dei bambini morti finora: 144 (fonte: Adnkronos).