«C’è un elemento rispetto al quale Putin sta purtroppo avendo la meglio. Ed è il fatto che, in un’ampia fetta della popolazione, sussistono dei dubbi reali su quale Paese sia responsabile del conflitto. È un fatto semplicemente sconvolgente, e preoccupante» (da un social, status lucchettato).

If you are neutral in situations of injustice, you have chosen the side of the oppressor. (Desmond Tutu)

C’è tanta crassa ignoranza sulle basi più elementari del diritto internazionale, ok. Però la vedo essenzialmente come una combo «la benzina/la roba aumenta» più «capace che Putin ci lancia addosso qualcosa, sticavoli dell’Ucraina, aiutarla significa alimentare la guerra, MA ALLORA VUOI LA TERZA GUERRA MONDIALE» (visione molto miope e a breve termine perché gli avessero regalato subito l’Ucraina senza colpo ferire dubito che per quanto riguarda ‘sti versanti più “venali” sarebbe stato conveniente e il quadro complessivo legato alla sicurezza sarebbe stato più roseo, a conti fatti, anzi… Nel precedente post un’analisi un pelo più esaustiva. Ah, non ricordo se l’ho scritto, ma la richiesta di no-fly zone di Zelens’kyj che dovrebbe ucciderci tutti non è da prendere alla lettera – nel senso che sa bene o almeno a questo punto avrà intuito che non la faranno, guardate che alla NATO non sono naïf come li fate su ‘ste cose – ma è verosimilmente riconducibile alle dinamiche del mercato rionale, quando chi vende spara per esempio spara «cento» per ottenere «venti» o «trenta», quindi più aiuti in modi “fattibili”).

Più (altra parte della combo precendentemente menzionata) «sono rossobruno/criptofascio/compagno rintronato/ecc. e quanto sta accadendo non rientra nella spiegazione del mondo che mi sono dato, dovrei ammettere che almeno stavolta non è tutta colpa dell’Occidente, la NATO qui c’entra davvero pochino, inoltre dovrei accettare che certe informazioni nelle quali avevo ciecamente creduto erano sballate – tipo sul genocidio dei russofoni da parte degli ucraini, oppure non sapere un cazzo dei trattati NATO-Russia, del vertice del 2008 a Bucarest, del Memorandum di Budapest del 1994, ecc. Mmmh, naaaa, meglio appigliarmi al primo freak da baraccone con pedigree al quale convenga portare avanti uno storytelling alternativo che trovo sparato sui media più putridi e senza peli sullo stomaco del momento, per poter così continuare a frignare».

Aggiungere il fatto che la gente vede ogni avvenimento con una certa risonanza legato a politica, attualità, ecc. come un qualcosa nel quale rivestono importanza cruciale fattori o elementi in realtà assolutamente risibili, di contorno o del tutto insignificanti, non avendo generalmente un senso delle priorità un minimo assennato. Per cui il fatto che Zelens’kyj sia loro antipatico perché fa le battute da film che qualuno gli scrive (spoiler: tutti hanno quelli che preparano per loro i discorsi, e lui è pure più giustificabile, avendo *forse* qualcosina d’altro a cui pensare in questi momenti), o che abbia la villa a Forte dei Marmi, o che l’Ucraina prima dell’invasione non fosse il modello assoluto di riferimento per le democrazie liberali (come se ci fosse qualcosa di così strano in questo vista la sua storia e collocazione, lol, e comunque se fosse qualcosa che potesse anche solo vagamente legittimare l’invasione)…

«Io ho anche simpatia per lei, Orsini, perché dimostra che i nostri narcisismi, di tutti noi che commentiamo, rispetto al suo sono nulla» (Paolo Magri, Direttore dell’ISPI)

Insomma, è come se nella loro piccola, infernale mente tutte ‘ste cacchiate e ‘ste pagliuzze spasmodicamente ricercate, grazie a illogicità e nessi creativi vari, potessero legittimamente avere un peso uguale (superiore, anzi!) alla gargantuesca e agghiacciante trave costituita dall’invasione, per futili motivi, a 2022 avviato, di uno Stato sovrano. Per annetterselo, peraltro (leggerissima differenza con gli USA, tanto odiati ma almeno non mi risulta che Afghanistan o Iraq facciano ora parte del loro territorio, mettiamoci pure qualche legittimazione internazionale, tipo dall’ONU, che ogni tanto mi pare di ricordare avessero come pezza d’appoggio per le loro “imprese”)(e comunque, a meno di non essere Corradino Mineo, non è che siccome c’è stata Hiroshima l’invasione all’Ucraina – che con le malefatte vere e presunte degli americani mi pare ci azzecchi pochino – ce la facciamo andare bene).

Secondo Caracciolo/Dibba/Travi tra un anno l’armamento ucraino avrebbe rappresentato una seria minaccia per la Russia, probabilmente nell’oscurità stavano progettando anche nuovi trattori più capaci. Inevitabile quindi attaccarli.

Ma forse tutto quello che ho scritto non è neanche necessario a spiegare l’incredibile piega che sta prendendo l’opinione pubblica, capace perfino di scavare (e abbondantemente) rispetto al recente passato, anche quando pareva che non ci fossero più margini per farlo. Opinione pubblica incantata da predicatori mediatici orrendi e irresponsabili, mandati altrettanto irresponsabilmente alla ribalta dagli inqualificabili Giletti, Cairo e Formigli (quindi gli inguardabili nénéismi; le acrobazie retoriche di ogni tipo per mettere aggressore e aggredito sullo stesso piano nascondendosi dietro il dito di un infantile e stucchevole pacifismo, semplicemente grottesco se “consigliato” a qualcuno che sta venendo attualmente aggredito e bombardato; i «dovete morire» a quelli della Marina, i quali nel tempo libero, peraltro, si occupano di salvare i migranti nel Mediterraneo; le deiezioni verbali di gente che ormai ha perso ogni pudore, non fa più nemmeno finta di non essere mostruosa e attacca direttamente, livorosamente e accanitamente le vittime). Forse non è necessario, dicevo, spremersi alla ricerca di accurate spiegazioni, elaborare teorie e scovare nuove definizioni. Perché magari siete soltanto e semplicemente dei grandissimi stronzi.

PS Caro amico criptoputiniano, perché ti affanni a scrivere una roba come «Sempre bello pensare che ci siano i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. E che noi ovviamente stiamo dalla parte dei buoni» quando hai a disposizione la più pratica soluzione «con l’elmetto» che prevede un ecologico risparmio di ben centoquindici caratteri?

Poi c’è la linea Cappellini (Repubblica): Putinmerda (com’è giusto che sia) MA i filoputiniani stanno solo a destra. Quelli di sinistra li facciamo rientrare nella destra a calci rotanti. Affascinante.

PPS Girando per i social e buttando un’occhiata qua e là, a me che a sinistra a quanto pare un (bel) po’ di gente per convincersi effettivamente, dopo appena un mese di guerra, che: 1) è la Russia che ha invaso l’Ucraina (e non il contrario) e che 2) questa cosa è, come dire, un po’ gravina per quelli che sono i valori di democrazia e libertà basilari del mondo moderno e per l’attacco all’ordine internazionale che rappresenta, e che 3) bisogna stare dalla parte degli ucraini, per mera decenza, limitando il numero di “ma”, di acrobazie retoriche fuffose e di cazzate, abbia avuto bisogno dello spiegone illustrato – pure con passaggi da facepalm qua e là, vabbè, accontentiamoci, questo passa il convento – dell’oracolo di fiducia Zerocalcare… non mi viene la conclusione della frase perché mi sto raccattando le balle che mi sono cascate notando appunto tutto ciò.

Traduzione. A sinistra (non necessariamente quella “estrema”) l’antioccidentalismo spicciolo impera tra le genti. Quindi il fatto che questa volta sia la Russia a essere “cattiva” (sì, Putin in realtà, niente russofobia, W Dostoevskij, ecc.), e non l’Occidente, non poteva essere accettato subito. C’era bisogno che questa cosa, questa novità così “enorme” passasse prima al vaglio di uno dei maître à penser di riferimento, quale Zerocalcare in questo momento è. Solo allora certi hanno creduto sicuro potersi sbilanciare in pubblico, senza timore di creare troppo scandalo tra i correligionari. Ovviamente la versione di Zerocalcare è “accomodata” per essere fruibile dai fedeli (quindi NATO, sì, magari non c’entra direttamente, purtroppo tocca ammetterlo, ma sempre cattiva; Ucraina, sì, non nazista, ma se vince chissà dove la porta il battaglione Azov, probabilmente al nazzzismo, meglio i più rassicuranti curdi e palestinesi, ecc.).

PPPS Nico Piro per chi non ha tempo: «Il PUB, Partito Unico Bellicista, in combutta col battaglione Azov e la CIA, è responsabile per lo sfruttamento dei lavoratori in Qatar e per la guerra di successione della Turingia del 1247. Zelens’kyj e gli opinionisti con l’elmetto, alimentati dall’ingordigia corporate e da malsani fast food, hanno creato le condizioni per il terrorismo internazionale e per la mancata riduzione dell’IVA sugli assorbenti. Liberiamoci non delle forniture russe, ma dal colesterolo in eccesso e da Naval’nyj, straordinario comunicatore-agitatore che però, nonostante ne avesse le possibilità, non ha ancora fatto nulla per frenare l’aumento di prezzo degli idrocarburi. Come diceva Orwell, quando il governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre. Ricordatevene la prossima volta che denazificherete l’Ucraina». (È satira, anzi, perculo, per l’esattezza, non le ha dette realmente lui ‘ste cose. Tocca precisare perché coi livelli di comprensione del testo attuali…).

PPPPS Biden stava in un comizio in Polonia (il Paese più incazzato coi russi), si è sentito di fare, credo a braccio, un discorso “caldo” che compiacesse quel tipo di pubblico, genere di dinamica che si ripresenta regolarmente da quando è stata inventata l’arte oratoria. Ha premesso «for God’s sake», espressione che attenua parecchio la portata del resto: verosimilmente, stava intendendo che *si auspica*, “in generale”, un regime change (ogni persona decente in effetti dovrebbe auspicarselo) non annuncia che lo sta per fare attivamente lui, con un piano preciso. (Poi ovviamente la situazione se la sono studiata ma sarà complicatissimo farlo accoppare da qualcuno, o sostituirlo, e non sono cose che si annuncino in pubblico o che si discutano apertamente). Mi pare questa l’interpretazione più corretta e sensata. (Ma poi basta vedere come è partito in quarta di strumentalizzazione Nico Piro su ‘st’episodio, per capire che… #reversebenchmark). Poi si sa come funziona la comunicazione: se non vuoi polemiche non dovresti dire frasi equivocabili (ma anche chissene, alla fine, tanto Putin non dà retta agli altri Paesi, oltre a Macron & C. ha fallito pure la mediazione israeliana, figuriamoci se può essere il POTUS a mediare qui; e comunque l’Ucraina è uno Stato sovrano, la trattativa è essenzialmente un affare Russia-Ucraina)(ma poi che cazzo dovresti dire di Putin, oggi, su, il paragone con Hitler sarà improprio ma ‘nzomma, si tratta giusto di variazioni in quanto a colore della merda, eh). Penso comunque che credere che Putin obbligherà gli altri che hanno i codici a fargli lanciare testate nucleari a casaccio (decretando così fine sua e della Russia come la intendiamo oggi) perché Biden o Di Maio l’hanno apostrofato in malo modo sia una visione un tantinello naïf. Tant’è che sono cose che fanno sclerare Calenda, che ha una concezione della politica estera da regazzino uscito dal libro Cuore (le armi da mandare di nascosto, lol).