Tag rock

Aliceversa – Ore disturbate

È il disco col quale mi sono sollazzato un’estate intera di tanti anni fa, nella pineta. Fa parte di quegli “underdog” sui quali, per qualche strano motivo, mi accanisco con fare irragionevole, mentre gli altri ascoltano per tempo le uscite… Continua a leggere →

Ivan Graziani – Pigro

Il mio primo contatto con l’universo plasmato da Ivan Graziani avvenne molte decine di milioni di anni fa, quando in una cassettina tra le più scalcinate – compilation con brani di vari cantautori – trovai Firenze (canzone triste). Lì per… Continua a leggere →

I Mother Earth – Dig

Nessuna persona normale naturalmente oggi si ricorda degli I Mother Earth, ma negli anni Novanta hanno ricevuto dischi d’oro e di platino a badilate in Canada, da dove provengono (ma nessuno si cura di quello che succede da quelle parti,… Continua a leggere →

Trumans Water – Spasm Smash XXXOXOX Ox & Ass

I Trumans Water sono tra i pochi gruppi ad aver creato solo casino disorganizzato in grado di godere delle mie morigerate simpatie, sarà perché ero giovane e ci andavo a correre al Parco degli Acquedotti, quindi sembrava bello tutto, ricordo… Continua a leggere →

Billy Idol – Cyberpunk

Alcune cose, nella vita, si capisce in partenza che verranno snobbate e derise, non c’è bisogno neanche di attendere la reazione del pubblico, quella dei professoroni!1 chiamati a giudicare dai loro scranni fatati, o quella, ancora più spietata, dei mercati…. Continua a leggere →

Alluminogeni – Scolopendra

Italia, anni Sessanta/inizio Settanta. Un mondo nel quale gruppi di rock progressivo rischiano quasi a loro insaputa di partecipare al Festivalbar o al concerto di Capodanno dato da Tele Capodistria, e si fa la gara a chi dà alla sua… Continua a leggere →

John Hiatt – Perfectly Good Guitar

Quando nel ’93 uscì Perfectly Good Guitar il mondo parallelo delle riviste di rock moscio tipo Buscadero ne fu traumatizzato, se ne parlava come se Hiatt da agreste e morigerato cantautore emulo di Neil Young si fosse trasformato, vendendo l’anima… Continua a leggere →

Curve – Cuckoo

Come il mondo possa fare a meno dei Curve è per me giorno dopo giorno fonte di mistero. Dream pop, shoegazing, goth, noise, industrial rock fusi con sapienza e sfoggio di personalità, nella colpevole (semi)indifferenza dei carrozzoni indie cialtroni, con… Continua a leggere →

3 (Emerson, Berry & Palmer) – To the Power of Three

Il prog, si sa, è assai malvisto in società, non sia mai che il rock vada oltre il pezzo di quattro minuti (se ti proclami indie a certe condizioni lo puoi fare) basato su due accordi e il sagace schema… Continua a leggere →

Paul Westerberg – 14 Songs

Paul Westerberg fece questo disco, oltre ovviamente che per guadagnare, per dipingere se stesso come un uomo semplice agli occhi della gente, un uomo che ama stare in cucina (o nel seminterrato, ora non ricordo cose dicesse di preciso nell’intervista concessa a Mucchio… Continua a leggere →

Catherine Wheel – Chrome

Catherine Wheel

Quando i dischi erano ancora invenduti nei negozi i giovani non potevano ascoltarli prima di comperarli e allora erano costretti a farlo basandosi su dettagli marginali o irrilevanti, come le copertine, gli assaggi di Videomusic o le recensioni inventate sulle riviste. La cover e il booklet di Chrome raggiungevano vette di rara armonia e inusitata perfezione: attraenti nuotatori dai muscoli prominenti e ben illuminati danzavano elettricità completamente immersi nell’azzurro dipinto di blu. Cosa desiderare di

Nirvana – Nevermind (Post obbligatorio per il ventennale)

Verso la fine del 1991 l’album più celebre dei Nirvana decise di invadere i negozi di dischi (lo ascoltai commosso circa un anno dopo). Da allora, è inutile negarlo, non è uscito più nulla che abbia avuto un impatto altrettanto… Continua a leggere →

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